“È nel nostro senso condiviso, nella ‘terra di contatto’, che si fa spazio alla co-trasformazione e a nuovi terreni di crescita”
Ferruccio Cartacci
La psicomotricità integrata è una pratica clinica ed educativa che accoglie la complessità e la globalità del bambino, sostenendone lo sviluppo armonico attraverso l’integrazione di tutte le sue aree: emotiva, relazionale, motoria e cognitiva.
La pratica psicomotoria integrata è lo spazio sicuro in cui il bambino può parlare di sé attraverso le sue forme espressive più spontanee ed ecologiche, il gioco e il movimento libero. Il gioco e l’azione intenzionale vissuta nel piacere è la modalità intrinseca del bambino di crescere il suo sé integrato. La psicomotricità integrata ha compreso il valore dell’agire del bambino, anche sostenuta dall’Infant Research e dalle scoperte attuali delle neuroscienze che mettono al centro dello sviluppo del bambino il valore dello spazio interpersonale, dell’azione e del dialogo tonico emozionale. La psicomotricità integrata si rivela una pratica nutriente sia nell’ambito educativo e di prevenzione, che nell’ambito dell’aiuto e della cura.
Nel setting vengono messi a disposizione del bambino materiali semplici e destrutturati — come teli, corde, palle, cerchi e grandi blocchi di gommapiuma — affinché il bambino dai 2 ai 9 anni possa raccontare di sé e della sua vita affettiva attraverso azioni di gioco e di movimento.
Nella relazione con la psicomotricista e/o con i pari il bambino ha la possibilità di sperimentare le proprie risorse, confini, possibilità, ma anche superare paure, angosce, fragilità, scaricare tensioni profonde, apprendere l’autoregolazione, modulare l’intensità delle risposte emotive. Il setting psicomotorio è la messa in scena di questa esperienza dinamica e integrata che viene proiettata nell’azione e nell’interazione con i bambini. Nel setting psicomotorio il bambino si rivela nella sua costante processualità e laddove il gioco del bambino appare bloccato o disarmonico, nel setting psicomotorio, il terapeuta può mettersi in ascolto e sintonizzarsi con il mondo globale dell’espressività infantile e adoperarsi per far ripartire il processo di sviluppo.
La psicomotricità integrata si propone di accogliere bambini con uno sviluppo armonico, in un’ottica educativa e di prevenzione; bambini che presentano difficoltà di relazione, di espressione e regolazione emotiva, motoria-prassica, cognitiva, di problem solving, di attenzione sostenuta e concentrazione, di comunicazione; bambini che presentano disturbi del neurosviluppo e della crescita.
Ogni bambino ha una storia unica e un modo tutto suo di comunicare. Per questo motivo, non si propongono percorsi rigidi o standardizzati. Il punto di partenza è sempre un colloquio conoscitivo con i genitori, seguito da una prima osservazione psicomotoria attiva del bambino all’interno del setting. Questo ci permette di comprendere a fondo la sua globalità e di strutturare l’intervento più adatto tra sedute di psicomotricità individuali, sedute in gruppo e sedute genitore/bambino.
La cura del bambino non si esaurisce all’interno della stanza di psicomotricità: il lavoro di rete, accanto alle famiglie e alla scuola, è parte integrante del percorso. Crediamo fermamente nell’importanza di uno sguardo sistemico, capace di attivare connessioni ed empatia tra tutti i contesti di vita del piccolo.
Per questo il percorso include incontri a sostegno della genitorialità, momenti di counseling e confronto per sostenere mamma e papà nel loro ruolo educativo, decodificando insieme i messaggi espressi dal bambino attraverso il gioco, e incontri a sostegno dell’équipe scolastica, spazi di consulenza e supporto per insegnanti ed educatori, per costruire alleanze educative condivise e favorire il benessere del bambino anche in ambito scolastico.

