Mi chiamo Sara Donadoni e sono psicologa e psicoterapeuta.
Ho scelto questo lavoro partendo da un interesse profondo per le persone e per le loro storie, anche quelle più complesse o difficili da raccontare. Mi sono laureata presso l’Università degli Studi di Padova e ho poi proseguito la mia formazione in psicoterapia presso la Scuola Rogersiana di Como, dove ho approfondito un approccio centrato sulla persona e sull’importanza della relazione.
Nel mio percorso professionale mi sono occupata a lungo di tutela minori, un’esperienza che mi ha insegnato quanto ogni storia meriti ascolto, rispetto e delicatezza. Dal 2004 collaboro con un’associazione di famiglie adottive del territorio, accompagnando genitori e figli nei diversi momenti del percorso adottivo. Ho inoltre condotto gruppi di preparazione all’adozione e gruppi di sostegno: spazi preziosi di condivisione e confronto sulle tematiche adottive, sulla genitorialità e sulle relazioni familiari.
Lavoro con adolescenti, adulti e coppie; per il lavoro con le famiglie collaboro con le colleghe dello studio, costruendo percorsi condivisi che tengano conto dei bisogni di tutti.
Credo profondamente nel valore dell’ascolto autentico e della relazione come strumenti di cura, di maggiore consapevolezza di sé, di trasformazione e di cambiamento: quando ci sentiamo davvero compresi, possiamo iniziare a trasformarci. Nel mio lavoro accompagno le persone in un percorso di conoscenza di sé, aiutandole a comprendere le proprie emozioni, i propri schemi relazionali e le difficoltà che stanno vivendo, offrendo uno spazio sicuro in cui poter esplorare emozioni, vissuti, pensieri e fatiche con libertà e gradualità, nel rispetto dei propri tempi.
Ogni persona è unica e porta con sé una storia individuale e irripetibile. In terapia è possibile rileggere la propria storia attribuendole significati diversi, anche rispetto agli eventi più dolorosi. Il lavoro terapeutico offre uno spazio in cui queste letture possono essere messe in discussione, ampliate e rilette con uno sguardo più gentile e consapevole. Attribuire significati diversi alla propria storia non significa negare ciò che è accaduto, ma permettersi di comprenderlo in modo più profondo, consapevole e meno giudicante.
Nel mio lavoro cerco di offrire uno spazio in cui sia possibile fermarsi, sentirsi accolti e portare sé stessi così come si è, senza giudizio. Credo che, anche nei momenti di maggiore fatica, ogni persona conservi dentro di sé risorse e possibilità: a volte hanno solo bisogno di essere ritrovate, riconosciute e sostenute.
Accompagnare una persona a ritrovare il proprio “faro interiore” significa aiutarla a riscoprire quella bussola interna che permette di orientarsi nei momenti difficili, di fare scelte più autentiche e di sentirsi guidata dai propri valori e desideri. Spesso, nelle tempeste della vita, questo faro può sembrare spento o offuscato; il percorso terapeutico offre uno spazio sicuro per riscoprirlo, per riconnettersi con sé stessi e per riprendere contatto con ciò che davvero conta.
Ogni incontro, ogni storia e ogni piccolo progresso dei pazienti arricchiscono la mia comprensione delle persone e alimentano la mia crescita personale, rendendo il mio lavoro un’esperienza di scambio unica, un continuo apprendimento e un costante arricchimento umano.

