Mediazione familiare
“La pace non è l’assenza di conflitto, ma la capacità di gestire il conflitto con mezzi creativi e non violenti”
Johan Galtung
Il percorso è rivolto a genitori separati, in fase di separazione o divorzio, o che necessitano di rivedere e aggiornare accordi già definiti in precedenza.
Riconosciuta a livello normativo dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), strumento complementare al sistema giudiziario, la mediazione familiare rappresenta oggi un’alternativa strutturata e valorizzata nell’ambito della gestione dei conflitti familiari. La figura professionale del mediatore familiare è disciplinata ai sensi del D.Intermin. 151/2023, che ne definisce i requisiti di formazione e le modalità di esercizio.
Attraverso la guida di un professionista specializzato, il mediatore familiare, i genitori separati o in fase di separazione trovano uno spazio neutro, imparziale, riservato e non giudicante, all’interno del quale possono collaborare attivamente alla definizione degli accordi che regoleranno l’organizzazione della vita familiare dopo la separazione.
A differenza dell’iter giudiziario, la mediazione familiare richiede ai genitori di lavorare insieme, anche in presenza di conflitto, per individuare soluzioni condivise e sostenibili nel tempo. Gli accordi costruiti, al fine della riorganizzazione della vita familiare, durante il percorso non sono standardizzati, ma vengono definiti in modo puntuale e aderente alla specifica realtà familiare, così da risultare realmente applicabili nella quotidianità e rispondere in modo efficace ai bisogni e diritti dei figli.
Il percorso prevede generalmente un numero di incontri compreso tra tre e dodici, variabile in base alla complessità delle questioni affrontate. Nel corso del tempo, e in relazione ai cambiamenti legati alla crescita dei figli o alle nuove condizioni di vita dei genitori, è possibile ricorrere nuovamente alla mediazione familiare per rivedere e aggiornare gli accordi già definiti.
Temi affrontabili in mediazione familiare
Durante le prime fasi del percorso vengono concordati uno o più ambiti di lavoro, in base alle esigenze specifiche della famiglia, quali ad esempio:
Aspetti relazionali
• modalità di comunicazione della separazione ai figli e alle famiglie d’origine;
• organizzazione dei tempi di vita dei figli: calendario settimanale, festività, vacanze;
• gestione delle frequentazioni con i familiari e con eventuali nuovi partner;
• scelte educative e modalità di condivisione delle responsabilità genitoriali.
Aspetti patrimoniali ed economici
• assegnazione della casa familiare e gestione dei beni comuni;
• definizione degli impegni economici a favore dei figli (assegno di mantenimento e spese straordinarie);
• eventuale determinazione dell’assegno di mantenimento per uno dei partner.
Esito del percorso
Al termine della mediazione, il professionista redige un accordo di mediazione familiare, che viene sottoscritto da entrambi i genitori.
Tale documento può essere consegnato dai mediandi ai rispettivi legali per la predisposizione di un ricorso consensuale o di un divorzio congiunto, consentendo così di formalizzare gli accordi raggiunti nelle sedi giuridiche competenti.

